Opening night

Cesena, Teatro Bonci, 9 ottobre 2022

Lo spazio scenico diventa protagonista di un omaggio al mondo del teatro magistralmente messo in scena da una tra le più acclamate compagnie di danza europee.

La sera della prima

Cesena, Teatro Bonci
9 ottobre, ore 15

durata 1 ora e 20 minuti 

Si ringrazia il Teatro Alighieri di Ravenna per la gentile collaborazione.

 

 

opening night - la veronal - @may zircus & tnc

Ideazione, direzione artistica e disegno Marcos Morau
Coreografía Marcos Morau in collaborazione con gli interpreti
Interpreti Mònica Almirall, Valentin Goniot, Núria Navarra, Lorena Nogal, Shay Partush, Marina Rodríguez
Testo Carmina S. Belda, Violeta Gil, Celso Giménez
Assistente alla regia Mònica Almirall
Consulente artistico Roberto Fratini
Direzione tecnica e disegno luci Bernat Jansà
Direttore di scena, macchinari e effetti speciali David Pascual
Disegno del suono Juan Cristóbal Saavedra
Scenografía Max Glaenzel
Costumi Sílvia Delagneau
Sartoria Mª Carmen Soriano
Maschere Juan Serrano – Gadget Efectos Especiales
Produzione e logistica Cristina Goñi
Responsabile di produzione Juan Manuel Gil Galindo
Coproduzione La Veronal, Teatre Nacional de Catalunya, Centro de Cultura Contemporánea Condeduque, Romaeuropa Festival
Con il sostegno di INAEM – Ministerio de Cultura y Deporte de España e ICEC – Departament de Cultura de la Generalitat de Catalunya 

Carne - Focus di drammaturgia fisica

Vado poco a teatro perché so che lì mi raccontano bugie, ma finisco sempre per tornarci perché è l’unico luogo dove sono avvertito che tutto è una bugia.
Bernard-Marie Koltès 

La Veronal, Compagnia di danza con sede a Barcellona consacrata internazionalmente lo scorso anno nella prestigiosa cornice del Palazzo dei Papi al Festival di Avignon, è la rivelazione della scena coreografica europea degli ultimi anni. A guidarla è il coreografo Marcos Morau definito dalla stampa internazionale: “Uno dei danzatori (e coreografi) più intelligenti della scena europea degli ultimi anni” Time Out, “Un grande maestro” Tip Berlin, “Il talento di Morau è un gioiello da scoprire” Dance Europe.

Opening night è il loro ultimo spettacolo, un omaggio al mondo del teatro, al fulgore magico delle sue luci, ma anche alle sue ombre e, ovviamente, ai suoi fantasmi. Dal film di Cassavetes lo spettacolo prende il titolo ma anche l’eleganza delle sue atmosfere dense dietro le quinte, e un emozionante monologo iniziale rende omaggio alla Gena Rowlands del film.
Opening Night esalta gli spazi del teatro e i suoi protagonisti, rende omaggio a Pina Bausch e al suo Café Müller; a Sasha Waltz, alla Tilda Swinton de La voce umana, dichiara insomma il suo amore per il teatro.

“Ho un debole per i passaggi segreti, gli scaffali che si aprono, gli angoli nascosti, le scale che vanno su o giù verso un luogo nascosto, le porte socchiuse, le finestre velate da una tenda, da una luce tremolante. La strana sensazione che questi spazi siano porte che lasciano che la mia immaginazione si intrufoli e si perda lì dentro, come un bambino che gioca a costruire mondi ai piedi di un albero, solo, alieno a tutto.
Dopo anni immerso nel dispositivo teatrale, ho deciso di concentrarmi sulla scena, sui suoi abitanti e meccanismi, sul mistero che irradiano quando tutto inizia finché un giorno finalmente si arriva alla sera del debutto.
La luce si spegne, il sipario sale e dall’oscurità del teatro e dalle sue viscere si illumina lo spazio e, come un bosco di notte, appaiono le creature, i suoni e la nuova legge che governa l’oscurità e tutto ciò che succedi lì.
Qui le situazioni e i loro personaggi si incontrano persi, in una ricerca costante del loro posto e della loro logica, intrappolati in un lungo corridoio che conduce tutte le possibilità all’infinito.
Se vivere è passare da un momento all’altro, da un luogo all’altro, la scena contiene tutte le possibilità per convertirsi in tutti gli spettacoli possibili, in tutte le storie possibili e allo stesso tempo non essere nessuna di quelle.
Vedo la scena e il teatro come uno spazio che abbiamo inventato per poter ampliare un po’ le nostre vite, in cui salire di qualche centimetro sopra il suolo e levitare, e in cui, nonostante tutto, non si sa mai se il vuoto che vogliamo colmare è più grande di quello che ci lascia quando finisce.
Opening Night vuole essere un bel omaggio al teatro, alla sua macchineria, alle sue ombre, allo spazio e al tempo che filtra come mercurio attraverso tutte le sue crepe.
Crepe che contengono le tracce di centinaia di opere, di debutti, crepe che mi piace attraversare, guardando i riflettori, le tribune vuote, le corde che sostengono i sipari, il pavimento di legno che scricchiola, le pareti scrostate e tutto quello spazio che ogni giorno è capace di trasformarsi e distruggersi.
Si dice spesso che vogliamo qualcosa tanto quanto non possiamo averla, e in questo momento, in questo mondo sempre più letterale e unificato, sempre più instabile e fugace, forse il più radicale è il più semplice, il più innocente: varcare la porta che ci fa entrare in quell’universo magico dove le leggi, la vita e la verità entrano in conflitto, e dove per qualche momento siamo in grado di ammettere qualsiasi inganno, così possiamo sentirci al sicuro.”
Marcos Morau

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