Karnival

Bologna, Arena del Sole, 8-9 ottobre 2022

Un dramma lirico scandito da una partitura ritmica suonata dal vivo, una riflessione profonda sul ruolo del corpo in scena per un teatro fisico civile.

spettacolo in italiano sottotitolato in inglese

Bologna, Arena del Sole
8 ottobre ore 21.30
9 ottobre ore 19.00

durata 1 ora e 30 minuti
prima assoluta

karnival - michela lucenti - balletto civile - @jacopo benassi

regia e coreografia Michela Lucenti
da un’idea di Maurizio Camilli, Michela Lucenti, Emanuela Serra
drammaturgia Carlo Galiero
creato e interpretato da Fabio Bergaglio, Maurizio Camilli, Loris De Luna, Michela Lucenti, Alessandro Pallecchi, Emanuela Serra, Giulia Spattini, Francesca Zaccari
drum, percussioni e loop dal vivo Davide Senigaglia
drammaturgia musicale Valerio Vigliar
luci Stefano Mazzanti
assistente alla regia Ambra Chiarello
costumi Chiara Defant
scene Balletto Civile
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE Teatro Piemonte Europa, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Associazione Balletto Civile

Carne - Focus di drammaturgia fisica

Che sia Re il bene e che sia sconfitto il male
Che i vostri granai siano pieni, e la botte anche

Che nascano i figli, e che siano sani
E chi non vuol bene a noi sciamani,
Si inchini pure davanti a noi.

Motto del Carnevale Kukero

Michela Lucenti torna a VIE dove, nel 2006, aveva presentato I sette a Tebe. Sia allora che oggi, gli spettacoli sono interpretati da Balletto Civile, progetto artistico nomade animato da una forte tensione etica, che ha saputo fare del “corpo a corpo” un modo di elaborare un pensiero agito sul nostro tempo proponendo nel lavoro un duello fisico fra corpo, parola, suono e spazio scenico. Karnival si colloca proprio in questo contesto, andando ad indagare uno dei riti di rinnovamento più significativi e popolari.

“Carnevale collegato dalla notte dei tempi al ciclico ritorno degli antenati che sotto forme bizzarre portano ai vivi un augurio di prosperità è una quarta dimensione del sociale, più che una festa è una qualità particolare del tempo che impone dei comportamenti speciali.

Se il teatro è l’ultima forma di spettacolo capace di assurgere a rito civile, il carnevale è l’ultima festività̀ che ancora sfugge alla commercializzazione del calendario, capace di esprimere il rinnovamento attraverso il sovvertimento; la festa che celebra la vita attraverso la sua negazione, e con la maschera mette a nudo la società̀. Come una sorta di Teatro Noh occidentale il nostro dramma lirico sarà scandito da una partitura ritmica suonata dal vivo e le pantomime danzate si mescoleranno alle cronache dei danza/attori.
Lo spettacolo comincia in levare, i personaggi si stanno difendendo, la danza è veloce, concisa, distorta una partitura continua tra gesto e suono, rincorrono la verità, portano letture di un accadimento troppo diverse, troppo bucate per rientrare in un unico fatto.
Quasi una parodia del giallo: la classica celebrazione della razionalità̀ umana capace di collegare i fatti e ricostruire il tempo con processo lineare, verrà̀ infatti disinnescata attraverso la sparizione del fatto, una scansione temporale disarticolata, la produzione di una serie di ipotesi sulla realtà̀ così inconcludenti da mettere in crisi il concetto stesso di realtà̀, una catena di interpretazioni, non di una serie di avvenimenti.
Tutto passando attraverso il corpo, come un congegno capace forse ancora per poco di svelare la verità.
Una riflessione profonda sul ruolo del corpo in scena e su come sia possibile oggi lavorare ad un teatro fisico civile non solo di rottura, con un’estetica calda popolare e impietosa.”

 

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