Éléphant

Modena, Teatro Storchi, 7-8 ottobre 2022

Una coreografia intima tra movimento e voce per condividere la domanda su come mantenere la speranza di fronte alla scomparsa delle cose.

Modena, Teatro Storchi
7 ottobre ore 21.00
8 ottobre ore 20.30

durata 1 ora
Prima nazionale

in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Modena

elephant - bouchra ouizguen - @tala hadid

Direzione artistica Bouchra Ouizguen
Danzatrici e cantanti Milouda El Maataoui, Bouchra Ouizguen, Halima Sahmoud, Joséphine Tilloy
Disegno luci Sylvie Mélis
Produzione – Amministrazione Mylène Gaillon

Produzione Compagnie O
Con il supporto di Fondation d’entreprise Hermès nel quadro del New Settings Program
Coproduzione Kunstenfestivaldesarts, Festival Montpellier Danse, Festival d’Automne à Paris, Les Spectacles vivants – Centre Pompidou, Wiener Festwochen, AFAC (Arab Fund for Art and Culture), HAU Hebbel am Ufer (Berlin), Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Kampnagel, Service de Coopération et d’Action Culturelle de l’Ambassade de France au Maroc
Finanziato da Cultural Foundation – Abu Dhabi

Logo Hermes

logo Afac

Carne - Focus di drammaturgia fisica

“Éléphant rappresenta una continuazione dei miei primi lavori. È anche un inizio, qualcosa di simile alla speranza quando tutto ciò che ci circonda rischia di scomparire.
Bouchra Ouizguen

La coreografa e danzatrice Bouchra Ouizguen è una delle figure di spicco della danza contemporanea e della coreografia in Marocco, dove si è impegnata a sviluppare una scena coreografica locale, lavorando sull’incontro e sulle connessioni tra l’arte popolare marocchina e le influenze della scena coreografica contemporanea.

In questo suo ultimo spettacolo, ancora una volta con le artiste donne della sua Compagnie O, dà corpo ad un coro femminile la cui intensità di voci è sbalorditiva. Il coro si forma nell’oscurità, e diventa un corpo collettivo che oscilla tra forza e fragilità, creando qualcosa che è continuamente sul punto di scomparire, un richiamo al nostro presente, e all’elefante del titolo, che sembra potrebbe per lo più estinguersi entro la fine del prossimo decennio.

Una sciagura si avvicina, ma brillano barlumi di speranza e gioia: Éléphant condivide con noi la domanda su come mantenere la speranza di fronte alla scomparsa delle cose.

“Nonostante io crei spettacoli da anni, metto costantemente in discussione la legittimità di continuare questo percorso e di creare una pièce. Se è lungi dall’essere ovvio, è tuttavia proprio al centro di questi dubbi che nasce il mio desiderio di impegnarmi nuovamente nel cammino della creazione. Le nozioni di ignoto, di sogno, di fragilità, di verità, di maschere che sono al centro dell’esistenza, continuano a contaminare il mio processo coreografico e ad alimentare la mia immaginazione creativa. Una pièce emerge tanto dal vuoto e dal silenzio quanto dal caos della mia mente e dai dubbi che la invadono… La sfida allora è quella di muoversi gradualmente e collettivamente verso una forma che spero sarà sempre intrisa di libertà.

Ho immaginato per la prima volta Éléphant per gli uomini e le donne straordinari che avrei potuto incrociare per strada o in viaggio. Fanno eco ai miei eroi ordinari – contadini, giardinieri, governanti – che popolano la mia vita quotidiana. Questi sono in primo luogo le artiste della compagnia, artiste esperte della tradizione popolare, che ho incontrato negli anni nella regione meridionale del Marocco e che da allora non hanno mai smesso di ispirarmi.
Cosa saremmo senza contrabbandieri di tutte le età e di tutti i tempi? La prova, l’errore, il viaggio, sono un’avventura sia individuale e che collettiva. La differenza, l’attrito con l’ignoto, i rischi in gioco e la scelta di un destino comune alimentano questa ricerca individuale così come a natura e gli ambienti di ciascuno, reali o immaginari che siano. È nella polvere, con gli uccelli, nelle foreste, nei deserti, nei cabaret, per strada, che gli altri mi ispirano.

Suono e musica partecipano a questa mitologia onirica evocando magicamente spazi temporali che, secondo il corso degli eventi, tendono irrimediabilmente a scomparire: canti e musiche tratti dal repertorio popolare marocchino riportati in vita da un coro di musicisti dal profondo dei secoli…

Éléphant è la continuazione delle mie creazioni. È anche un inizio, una sorta di speranza quando tutto ciò che ci circonda tende a scomparire. Cerco ciò che si trasmette, ciò che parla di umanità. Un atto collettivo in cui potrebbe esistere un cammino verso se stessi, che non rinnega l’Uomo.”
Bouchra Ouizguen

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